Mense scolastiche, l’indagine di Cittadinanzattiva

banchi di scuola

Secondo la IX Indagine di Cittadinanzattiva, il Molise registra costi mensili della mensa scolastica tra gli 86 e i 97 euro, con forti rincari nella primaria

Il Molise si conferma una regione con costi della mensa scolastica superiori alla media nazionale, soprattutto nella scuola primaria. È quanto emerge dalla IX Indagine sulle mense scolastiche di Cittadinanzattiva, che analizza tariffe e servizi in tutti i capoluoghi italiani. Per l’anno scolastico 2025/2026, una famiglia molisana ha speso in media 86 euro al mese per la scuola dell’infanzia e 97 euro per la primaria, con un incremento rispettivamente del 3,5% e del 16,6% rispetto all’anno precedente.

Il dato più critico riguarda Campobasso, che registra un aumento record del 22,3% nella primaria: il costo a pasto raggiunge i 6,5 euro, terzo valore più alto d’Italia dopo Parma e Reggio Emilia. All’estremo opposto, Isernia si conferma tra le città più economiche del Paese, con 3,2 euro a pasto sia per l’infanzia che per la primaria.

A livello nazionale, il costo medio del singolo pasto cresce del 2,1% nell’infanzia (4,3 euro) e del 2,7% nella primaria (4,4 euro). In Molise, il costo per l’infanzia è in linea con la media, mentre nella primaria sale a 4,8 euro.

L’indagine si basa su una famiglia tipo composta da tre persone, con reddito lordo annuo di 44.200 euro e ISEE di 19.900 euro, ipotizzando 20 pasti mensili per nove mesi.

Mense e PNRR: in Molise solo il 27,9% degli edifici scolastici è dotato di mensa

Il quadro infrastrutturale mostra un divario significativo. In Italia il 36,5% degli edifici scolastici statali dispone di una mensa; in Molise la percentuale scende al 27,9% (82 edifici su 293). Il PNRR sta però accelerando gli interventi: i progetti finanziati a livello nazionale sono passati da 961 a 1.975, di cui 926 per nuove costruzioni. In Molise i progetti sono 40, con 17 nuove mense previste.

Le criticità e le proposte

Cittadinanzattiva sottolinea come la mensa scolastica sia uno strumento fondamentale per contrastare povertà alimentare, obesità infantile e disuguaglianze educative. Per questo avanza alcune proposte:

– riconoscere la mensa come servizio pubblico essenziale, con tariffe più uniformi;

– aumentare in modo stabile il Fondo per il contrasto alla povertà alimentare a scuola, oggi insufficiente;

– programmare un piano quinquennale oltre il PNRR per costruire nuove mense, soprattutto nel Sud;

– istituire un Osservatorio nazionale e un regolamento per le Commissioni Mensa;

– promuovere educazione alimentare, riduzione degli sprechi ed eliminazione del “cibo spazzatura” dalle scuole.

Il Molise, con costi in crescita e un’infrastruttura ancora limitata, si trova dunque davanti a una doppia sfida: garantire un servizio accessibile alle famiglie e potenziare gli spazi necessari per assicurare il tempo pieno e una refezione scolastica di qualità.