Grim Scarl chiarisce i dati sulle perdite idriche a Campobasso: il 66,4% è la perdita totale, non quella dovuta alle rotture
CAMPOBASSO – La Grim Scarl interviene con decisione nel dibattito sulle perdite idriche dopo la diffusione, da parte di media nazionali e locali, di un dato impreciso che attribuiva al Comune di Campobasso una “dispersione da rotture” pari al 66,4% nel 2022. La società chiarisce che quella percentuale rappresenta la perdita totale della rete, comprensiva sia delle dispersioni fisiche sia delle perdite amministrative, e non la quota imputabile alle rotture delle condotte.
Le analisi ingegneristiche condotte negli ultimi vent’anni – dal primo studio SGI del 1999 al modello scientifico applicato da Idrosfera dal 2003 – indicano che nel 2022 la perdita fisica reale a Campobasso oscillava tra il 41% e il 50%, mentre il valore del 66,4% include anche consumi non contabilizzati, allacci abusivi, errori di misura e dispersioni negli allacci privati. Per il 2025, le perdite fisiche si attestano tra il 43% e il 51%.
La Grim evidenzia inoltre che la Regione Molise ha avviato un piano strutturale da 49 milioni di euro, finanziato con fondi PNRR, per la distrettualizzazione delle reti, una strategia che – applicando le quattro direttrici dell’International Water Association – consente storicamente una riduzione delle perdite superiore al 30%. Il piano sarà pienamente operativo entro il 31 agosto 2026.
Secondo le proiezioni Grim, l’applicazione del modello virtuoso porterà il Molise e Campobasso tra le aree italiane con il minor tasso di perdita idrica reale, con valori stimati intorno al 23% dopo la detrazione delle perdite amministrative.
La società risponde anche alle polemiche circolate sui social, rivendicando la correttezza delle comunicazioni istituzionali e ringraziando la sindaca Maria Luisa Forte per aver richiamato i cittadini a un uso responsabile della risorsa idrica, in linea con le prassi adottate da numerosi enti regionali e comunali italiani.
La Grim ricorda infine che la Regione Molise ha intercettato ulteriori finanziamenti europei e nazionali – FESR e PNISSI – destinati non solo alle reti idriche, ma anche all’ammodernamento delle infrastrutture fognarie e degli impianti di depurazione. Una sinergia che consentirà di raggiungere gli obiettivi di resilienza idrica richiesti dalla normativa europea entro l’anno.









