
Sagre in Molise a Marzo 2026: Carnevale Europeo delle Maschere Zoomorfe, Falò di San Giuseppe e Tavole di Riccia
REGIONE – Marzo, in Molise, non è un mese: è un passaggio. Le “sagre”, se così vogliamo chiamarle – diventano riti, gesti collettivi che tengono insieme memoria, comunità e stagioni.
Il 13, 14 e 15 marzo Isernia si trasforma in un crocevia di riti antichi. Il Carnevale Europeo delle Maschere Zoomorfe porta in città figure animali, suoni arcaici, pelli, campanacci, passi che sembrano venire da un tempo sospeso. Per tre giorni la città diventa un laboratorio vivente di antropologia, spettacolo, cinema e partecipazione popolare. E, ovviamente, gastronoia tipica.
Poi ci sono i falò. Nei borghi del Basso Molise (Montecilfone, Vastogirardi, Casacalenda e tanti altri) le sere del 18 e 19 marzo si accendono di fiamme alte, custodite dai rioni come un’eredità preziosa. Il fuoco non è spettacolo: è purificazione, è il modo in cui la comunità saluta l’inverno e chiama la primavera. Attorno ai falò si mangia ciò che nasce dalla convivialità più semplice: salsicce alla brace dove la tradizione lo permette, bruschette con l’olio nuovo, e soprattutto le scurpelle, quelle frittelle leggere e gonfie che sanno di mani impastate e di attese condivise. È un cibo che non vuole stupire: vuole unire.
E poi arriva il 19 marzo, e con lui uno dei riti più profondi del Molise: le Tavole di San Giuseppe a Riccia. Le famiglie aprono le porte, preparano tavole che sono altari domestici, e accolgono chiunque voglia entrare. È un gesto di ospitalità radicale, che affonda nelle radici della comunità. Il pasto è di magro, ma ricchissimo di significati: tredici pietanze, ognuna con un ruolo preciso. I fagioli con le cotiche in versione quaresimale, il baccalà fritto, gli spaghetti con mollica e zucchero, le zeppole che profumano di festa. E poi lei, la Mbaniccia: una minestra di cavolo e pizza di mais che è insieme povertà, abbondanza, promessa. Sedersi a una Tavola di San Giuseppe significa entrare in un racconto che non è tuo e che, per un giorno, ti accoglie come se lo fosse.
Nel mese di marzo il Molise non accoglie sagre ma custodisce riti.









