Sangue molisano nella costruzione del “Welland Ship Canal” in Ontario (Canada)

147

Nella sua costruzione, nel 1928, morì Rocco Fraracci nato a Castropinano in provincia di Campobasso

Rocco FraracciCASTROPIGNANO (CB) – Rocco Fraracci ( da notare che diversamente dall’atto di nascita dove venne registrato come “Fraracci” nell’atto di matrimonio apparve una “o” e il cognome divenne “Fraraccio”. Lo stesso “Fraraccio” che ritroveremo ad “Ellis Island”.

Mentre a “Wellad” tornò ad essere registrato come “Fraracci”) nacque a Castropignano, in provincia di Campobasso, il 19 aprile del 1885 da Felice Antonio (“ferraio”) e Serafina Senatore (“artigiana”). La casa dove Rocco vide la luce era sita in “Borgo Santa Maria delle Grazie”. Conobbe e si innamorò di Fiorentina D’Onofrio, nata a Buenos Aires in Argentina, ma residente a Castropignano.

Non appena Fiorentina compì il suo diciottesimo anno i due convolarono a nozze. Il matrimonio fu celebrato il 4 aprile del 1908 dinanzi all’assessore anziano Crescenzo Maddalena. Anche Rocco, come il padre, lavorò come “fabbro ferraio” ed ebbe un fratello, Carmine, e due Sorelle Pasqualina e Angelina. É assai probabile che nel 1908, la situazione economica a Castropignano era divenuta assai precaria, decise di emigrare per gli Stati Uniti. Di certo nel 1911 tornò in Molise, evidentemente aveva dato concretezza economica alla sua emigrazione, e nello stesso anno con la moglie e i figli ripartì per l’America.

Arrivò ad “Ellis Island” viaggiando, in terza classe, sulla “Berlin” (3.200 passeggeri). Dopo qualche tempo rispose ad un annuncio di una impresa che cercava lavoratori per la costruzione di quello che sarebbe stato il “Welland Ship Canal” (un canale navigabile che collegando il Lago Ontario al Lago Eire consentiva di bypassare le “Niagara Falls” (le Cascate del Niagara). La ditta che lo assunse fu la “ Atlas Construction Co.”. Divenne successivamente responsabile per le riparazioni generali.

Negli atti cartacei rintracciati J.C. Horgan, sovrintendente della “Atlas Construction Co.” lo descriveva come “Uno splendido lavoratore. Uno dei migliori al servizio della società.”. Poi la mattina del 17 gennaio del 1928 la tragedia. Le condizioni climatiche erano proibitive. Il giorno prima aveva nevischiato e faceva un freddo insopportabile.

Ma il lavoro non poteva e non doveva fermarsi. E colpevolmente, da parte dell’impresa, si andò avanti. Rocco stava lavorando su un traliccio insieme ad un collega Massimino Maddalena. Quest’ultimo si allontanò per pochi minuti e quando tornò Rocco non c’era più. Il giovane molisano era precipitato giù e dopo un volo di venti metri era morto sul colpo. La successiva inchiesta sull’incidente vide J. C. Horgan, il sovrintendente che tanto bene di Rocco aveva scritto, citare la tempesta di neve del giorno precedente come la causa della tragedia. Perché, a suo dire, aveva reso oltremodo difficile e scivoloso il camminamento dove lavorava Rocco con il suo collega. Sempre lo stesso J. C. Hogan disse che la società aveva provveduto a spargere cenere, sabbia e sale per prevenire questo tipo di incidenti. Come sempre tutti assolti. In realtà nella costruzione del “Welland Ship Canal” era implicita, purtroppo, la grave pericolosità per i lavoratori. Infatti quando fu terminata la sua realizzazione si contarono ben 137 lavoratori caduti.

A questo tragico elenco si aggiunse, purtroppo, anche il nome di Rocco Fraracci che lasciò nella disperazione sua moglie e ben otto figli: Serafina (il nome della madre) , Felice (il nome del padre), Ascenzo, Carmelo, Carmela, Lena Marie, Alfredo Benedetto e Rocco. La piccola comunità e i colleghi di lavoro generosamente promossero una colletta in favore della famiglia. Di grande aiuto fu certamente anche Carmine, il fratello di Rocco, che era giunto negli Stati Uniti nel 1915 per lavorare anche lui alla costruzione del “Welland Ship Canal”.

A cura di Geremia Mancini – Presidente onorario “Ambasciatori della fame”