Solidarietà al giornalista Enzo Luongo: alcuni messaggi

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enzo luongoCAMPOBASSO – L’Associazione della stampa del Molise esprime vicinanza al collega Enzo Luongo, alla sua famiglia e all’emittente Telemolise, per le scritte minacciose comparse ieri mattina a Campobasso nei pressi della redazione centrale della televisione, dell’abitazione del giornalista e in diversi quartieri della città.

Si legge nella nota dell’Asm: “Luongo ha riportato in un servizio la testimonianza di quanto accaduto due sere fa, in Via Ferrari, in pieno centro del capoluogo, quando alcuni sostenitori del Campobasso Calcio, senza mascherina, hanno dato vita ad assembramenti e acceso fumogeni, rendendo la strada impraticabile e spaventando le persone presenti nella zona. Cori, minacce e comportamenti incivili perpetrati anche in presenza delle forze dell’ordine, accorse dopo la segnalazione. Il sindacato dei giornalisti stigmatizza l’accaduto e sollecita il comune di Campobasso e le autorità a rafforzare la vigilanza a tutela dell’ordine pubblico e dell’incolumità dei cittadini”.

“Auspichiamo che i responsabili degli accadimenti, soprattutto gli autori delle minacce nei confronti di Enzo Luongo e di Telemolise, siano identificati al più presto – ha sottolineato il presidente dell’Assostampa del Molise, Giuseppe di Pietro –. Nel caso di una eventuale contestazione penale, preannuncio che saremo parte del processo con la costituzione di parte civile”.

IL SINDACO DI CAMPOBASSO

“Ieri mattina, in diverse zone della nostra città, sono stati segnalati e fotografati striscioni che inneggiano all’odio per un uomo e un giornalista che ha subito questo trattamento e questa vera e propria gogna pubblica, per il solo motivo di essere stato presente in un luogo della città a documentare, come la sua professione richiede, un accadimento che, fra le altre cose, ha comportato l’intervento delle forze di polizia. Campobasso non può restare in silenzio dinanzi ad un atto del genere.

L’Amministrazione comunale tutta rifugge da atteggiamenti che, oltre ad essere lesivi dell’immagine di un singolo professionista, sono lontani anni luce dallo spirito e dall’anima della nostra intera comunità cittadina. Ad Enzo Luongo, nonché alla testata di Telemolise, va la solidarietà non solo delle istituzioni, ma quella di tutta la città e, come è giusto che sia, toccherà agli organi preposti indagare in merito a quanto accaduto e accertare le responsabilità che emergeranno”. Lo si apprende da una nota del sindaco di Campobasso, Roberto Gravina.

L’ORDINE DEI GIORNALISTI

Sulle minacce al giornalista arriva anche il messaggio di solidarietà da parte dell’Ordine dei Giornalisti del Molise dal Presidente Petta ai consiglieri nazionali Vincenzo Cimino e Cosimo Santimone. Ecco la loro nota: “Certi atteggiamenti non devono trovare terreno fertile, e vanno condannati in maniera decisa. Le minacce al collega Enzo Luongo sono inqualificabili. Ci auguriamo che i responsabili siano identificati perché si tratta di un atto inaccettabile che non deve restare impunito. È necessaria la massima attenzione per garantire la libertà di stampa e il diritto dei cittadini di essere informati. Per questo esprimiamo piena e incondizionata solidarietà al collega Enzo Luogo e alla redazione di Telemolise per i gesti intimidatori compiuti dopo la realizzazione e messa in onda di un servizio di cronaca. Queste persone non riusciranno a far indietreggiare nemmeno di un millimetro tutti i colleghi e le testate impegnati a garantire una corretta e libera informazione. L’ordine sarà sempre al loro fianco perché i social non possono essere considerati una zona franca. Le regole dello stato di diritto vanno rispettate anche in rete. L’emergenza nel settore dell’informazione rappresenta l’emergenza “democrazia”. Per questo nessuna minaccia e nessuna intimidazione, nessuna forma di degrado culturale potranno mettere a tacere giornali e giornalisti. Non resteremo fermi dinanzi alla prepotenza di chi tramite i social media, minacce e frasi scritte tenta di chiudere la bocca o limitare la penna dei giornalisti”.

Foto di Enzo Luongo tratta dalla pagina facebook ufficiale