Sprar, CasaPound accusa: “A Isernia democrazia pilotata”

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ISERNIA – “Le recenti dichiarazioni del Sindaco e Vicesindaco di Isernia non lasciano spazio a dubbi interpretativi: è evidente come ad Isernia vi sia stata fin da subito e vi sia ancora la volontà da parte dell’amministrazione di aderire al progetto Sprar, ribaltando il voto contrario del Consiglio, visto come un ‘incidente di percorso’, ed a costo di rinnegare il programma elettorale stesso della coalizione, ove la preferenza nazionale per gli italiani nelle politiche sociali e lavorative era chiaramente indicata. A differenza di altri, queste sono condizioni che non possiamo accettare”.

Così il responsabile isernino di CasaPound Italia, Agostino Di Giacomo, sul tema della gestione del fenomeno migratorio in città da parte del Comune, che ha portato alla fuoriuscita di CasaPound dalla maggioranza consiliare in polemica con le decisioni dell’amministrazione.

“Il Sindaco D’Apollonio – prosegue Di Giacomo – che per mesi non ha risposto alle sollecitazioni avanzategli da membri della sua maggioranza affinché prendesse posizione contro il flusso di immigrati incontrollato ed ingestibile che la città da lui amministrata si trova a subire, interviene ora per confermare l’impressione che molti avevano da mesi, che il Comune intenda aderire al progetto Sprar. Da qui evidentemente il deciso cambio di atteggiamento di molti assessori e consiglieri in merito alla questione: nelle dichiarazioni di molti sembrano essere venute meno le motivazioni precedentemente addotte per giustificare la propria contrarietà, dai costi che il Comune dovrebbe sostenere, al numero abnorme di immigrati ospitati ad Isernia rispetto alla popolazione, ai dubbi sulla possibilità di arrivare ad una effettiva chiusura dei Cat. Sulla maggiore garanzia di sicurezza che lo Sprar garantirebbe ai cittadini, le recenti perquisizioni per droga presso i centri d’accoglienza Sprar di Agnone parlano da sole”.

“Se il desiderio di mantenere una delega da assessore o di trascorrere cinque anni in tranquillità a Palazzo San Francesco sembrano avere il potere di far cambiare opinione a molti – conclude Di Giacomo – per noi non è così. Proseguiremo con le nostre iniziative volte a denunciare il business dell’accoglienza portato avanti sulla pelle dei cittadini isernini, che ne patiscono le conseguenze sul piano sociale e della sicurezza, certi di avere dalla nostra i tanti nostri concittadini esasperati da una situazione ormai invivibile e nauseati dall’ipocrisia e dai doppi giochi dei politicanti”.