La storia di Raffaele DiLullo ,“manager-scout” del baseball americano

di lullo

Nacque a Capracotta nel 1911. Fu soprannominato “Corp” in onore del padre, caporale dell’esercito italiano, ucciso durante la prima guerra mondiale

CAPRACOTTA – Raffaele “Ralph” DiLullo nacque a Capracotta, oggi provincia di Isernia, il 30 marzo del 1911 da Sebastiano (nato a Capracotta il 30 aprile del 1887 da Vincenzo) e Giuseppina Di Tanna. Allo scoppio della Prima Guerra Mondiale il padre fu chiamato, come caporal maggiore, al fronte. Alla fine del conflitto Sebastiano tornò nella sua Capracotta ma, gravemente minato nella salute, vi morì il 2 giugno del 1919. Due anni più tardi Giuseppina accettò la proposta di raggiungere dei parenti negli Stati Uniti.

Nel 1921, Raffaele, la madre e la sorellina Emilia (di sette anni), sbarcarono ad “Ellis Island” dopo aver navigato sulla nave “Presidente Wilson”. Si stabilirono a Paterson, Contea di Passaic, nel New Jersey . Sin da piccolo “Ralph” si innamorò del baseball che diverrà la sua stessa ragione di vita. Firmò il suo primo contratto di lega minore con i “St. Louis Browns” nel 1931 e giocò poi con “Pittsburgh Pirates” , “Paterson Emblems” e i “Newark Bears” come “catcher” (ricevitore). Finita la carriera di giocatore Ralph divenne “Manager” e “Scout”, ricercatore di talenti, per “Chicago Cubs” e per loro scoprì talenti come Joe Niekro e Bruce Sutter e anche per il ”“Detroit Tigers” (per loro scoprì e lanciò anche il campione Jim Bunning poi divenuto Senatore degli Stati Uniti).

Dal 1975 al 1993 fu tra i più prestigiosi componenti della “Major League Baseball Scouting Bureau”. Nel 1986 fu nominato “Scout dell’East Coast of the Year” dalla “Fondazione Scout of the Year”. In suo onore sono nati due prestigiosi riconoscimenti il “Ralph DiLullo Award” e il “Ralph DiLullo Memorial Award”. Il suo nome figura, nel tempio del baseball, come Professional Baseball Scout’s nella “Wall of Fame”. Su di lui è stato scritto un libro dal titolo: “The Life of Baseball Scout Ralph DiLullo”.

Una delle più grandi firme del giornalismo sportivo, Grahame Jones del “Los Angeles Times”, lo definì: “il più grande scopritore di talenti”. Per altri è stato “uno dei più grandi ambasciatori del baseball”. L’ex giocatore James LaBagnara disse di lui “vedeva molto più avanti degli altri osservatori”. Ralph sposò Rosalie Portelli con la quale ebbe tre figli: Louis, Ralph Jr. e Patricia. “Corp” (soprannome datogli in onore del padre, caporale dell’esercito italiano, ucciso durante la prima guerra mondiale) Ralph DiLullo morì il 9 agosto del 1999.

A cura di Geremia Mancini – presidente onorario “Ambasciatori della fame”