Tante novità per l’agente Fifa Ruggero Lacerenza: l’intervista

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TERMOLI – Il termolese Ruggero Lacerenza, agente Fifa professionista da più di 10 anni, non si ferma mai: nel tempo ha sviluppato collaborazioni importanti e ha lavorato su varie trattative, assistendo con mandati ufficiali calciatori come Bjarnason, Pato, Leandro Damiao, Shinji Kagawa, José Mauri e altri. Lo abbiamo incontrato per fare con lui il punto della situazione.

Quali sono le ultime novità professionali che può darci?

“Negli ultimi 2 anni sto collaborando in maniera ufficiale con l’agenzia francese Usm Group, che ha gestito in passato giocatori come Yepes, Kanoute, Bedimo e Sagna, e attualmente ha ottimi elementi come Haidara, che gioca in Ligue1 francese, Tardieu, Magnetti, Mahou del Lugano e tanti giovani molto forti come Antoine Hainaut, che gioca a Parma in B, Justin Kumi del Sassuolo e Under 19 Italia, e Filippo Mozzo, Primavera del Venezia. Io mi occupo in prima persona dei giocatori che sono in Italia. L’agenzia cerca sempre di gestire il lavoro tra giocatori senior e giovani talenti. Per il resto, ho dei mandati interessanti come Hildeberto, esterno destro portoghese con passaporto anche capoverdiano e ottime esperienze in Portogallo, Inghilterra e Polonia. Seguo anche Alen Halilovic, trequartista croato ex Barcellona, Milan, Standard Liegi e Birmingham, e infine Jordan Lukaku, il terzino sinistro ex Lazio e nazionale belga. Oltre ai loro mandati, mi occupo ovviamente degli atleti dell’agenzia in Italia”.

Negli ultimi mesi il mondo del calcio ha perso importanti figure come Mihajlović e Vialli. Che ricordo ne ha lei?

“Sono state assolutamente due perdite importanti, sia a livello umano che a livello sportivo. Mihajlović e Vialli sono stati protagonisti nel calcio degli ultimi anni e, del recente passato, ognuno di loro ci ha lasciato “qualcosa” di importante. Un dispiacere, davvero, che se ne siano andati così presto a causa di un brutto male”.

Come vede la nazionale italiana? Quali possibilità ha Mancini, considerando il parco giocatori a sua disposizione?

“Beh, è una fase di transizione in cui occorre valutare il materiale a disposizione e cercare di fare le scelte giuste. Non è sicuramente facile dal punto di vista di mister Mancini, anche perché ci sono zone del campo in cui la scelta è molto ampia e altre in cui bisogna utilizzare il poco materiale che si ha”.

Al di là di tutto, le italiane sono comunque andate avanti in Champions, a dimostrazione che forse il nostro campionato ha ancora qualcosa da dire.

“Sì, stanno dimostrando che in campo europeo possiamo dire la nostra e dare rilievo al calcio italiano. Questo discorso vale sia per Napoli, Milan e Inter in Champions sia per le altre nelle diverse competizioni. Sicuramente c’è tanto ancora da lavorare per essere a livello dei ben noti 2/3 club che dominano la scena europea, ma noi possiamo dire la nostra e ne stiamo avendo dimostrazione”.