Liberaluna spiega che la chiusura si è resa necessaria a seguito della violazione degli accordi di collaborazione e delle linee guida sulla comunicazione, stabilite dall’ente finanziatore e comunicate ai partner sin dall’avvio del progetto. In particolare, viene richiamato un articolo di stampa diffuso il 7 febbraio dall’assessora Angelamaria Tommasone senza previa condivisione con i soggetti responsabili del progetto, contravvenendo ai protocolli di trasparenza e coordinamento.
Il progetto, nato per rafforzare la rete territoriale attraverso tre sportelli di prossimità, mirava a colmare un vuoto locale offrendo professionalità, formazione e una presenza capillare. Liberaluna sottolinea che la solidità di un servizio antiviolenza richiede cooperazione istituzionale e rispetto delle procedure, elementi ritenuti imprescindibili.
Nonostante la chiusura del presidio di Venafro, restano pienamente operativi gli altri punti della rete: 5 Centri Antiviolenza, 5 Case Rifugio (8 a titolarità regionale e 2 dell’ETS) e gli sportelli di Bojano, Cercepiccola e Larino attivati con “A vele spiegate”.
“La nostra missione continua – afferma la responsabile del progetto – ma richiede una sinergia totale con le istituzioni. Ogni sportello deve essere un luogo sicuro, professionale e correttamente coordinato”.
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