Campobasso: Antonio Battista su apertura Anno Accademico 2017-2018

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Antonio BattistaCAMPOBASSO – Il sindaco di Campobasso, Antonio Battista, è intervenuto in occasione dell’apertura del nuovo anno accademico dell’Università degli Studi del Molise. Si legge nella nota:

“Buongiorno a tutti. È un grande onore per me rappresentare la città di Campobasso in questa cerimonia, solenne, con cui si inaugura il nuovo anno accademico della prestigiosa Università degli Studi del Molise. La nostra Università, mi piace sottolinearlo, pilastro della formazione, che va a completare il ciclo scolastico di cui il Molise va fiero. Occasione per me, questa giornata, per ringraziare ancora una volta il corpo docente e il personale i quali, con attenzione e capacità, dedicano professionalità ed esperienza agli studenti che, sempre più numerosi, tra queste mura riescono a trovare quelle caratteristiche che fanno di un’Università una grande Università.

Come sindaco di Campobasso voglio salutare l’illustre ospite, Paolo Grossi, presidente della Corte Costituzionale e complimentarmi con lui per la delicata mansione che svolge a capo di un organo così importante. Saluto i rettori qui presenti, il direttore generale, i direttori di dipartimento, le autorità civili, militari e religiose e non da ultima la rappresentanza degli studenti. Voglio congratularmi con il magnifico rettore e il suo staff per i prestigiosi traguardi raggiunti fino ad ora e per quelli che saranno tagliati nei prossimi anni.

Ma voglio ringraziare, nel corso di questa importante cerimonia in cui lo studio e il diritto allo studio sono gli indiscussi protagonisti, sempre il nostro Magnifico Rettore per la disponibilità e la vicinanza che ha mostrato nei confronti della città e dell’amministrazione che guido, mettendo a disposizione alcune aule precedentemente destinate alla didattica, aiutandoci, in tal modo, ad attenuare un’emergenza, quella delle scuole sicure che, senza mai arrenderci, ma con fatica, lungimiranza e massima trasparenza stiamo gestendo recuperando finanziamenti e accelerando la macchina burocratica al fine di garantire ai nostri studenti strutture dove poter imparare in sicurezza.

L’inaugurazione di un nuovo anno accademico è un momento fondamentale in cui si presentano i programmi, si illustrano progetti, in cui ci si proietta in avanti, ma sono convinto che giornate come questa vadano dedicate agli studenti che degli atenei sono il fulcro, il cuore pulsante. È attorno a loro che ruota il mondo accademico, è per loro che si stilano strategie di sviluppo. È sempre per loro che si accresce l’offerta formativa, che si aprono nuove frontiere. È verso questi ragazzi che, oggi in special modo, prendiamo un impegno che dobbiamo tradurre necessariamente in concretezza per non tradire la loro fiducia e soprattutto per aiutarli a crescere e ad accrescere il loro bagaglio culturale e umano. Solo così gli anni dell’università saranno realmente produttivi, solo così serviranno davvero ad indirizzare gli studenti verso un percorso lavorativo che li trasformerà in affermati professionisti, in una nuova classe dirigente dove i sani valori che ci contraddistinguono andranno di pari passo con un’adeguata preparazione come quella che questo Ateneo offre.

Un Ateneo che non è mai stato un’isola, ma che ha saputo creare quella giusta rete di relazioni subito diventata un punto di forza. Rete creata all’interno della stessa Università, relazioni con la città e con le realtà fuori dai confini regionali. Partiamo dalla prima, dalla relazione che l’Unimol ha instaurato con gli studenti creando quell’indispensabile rapporto di fiducia che permette ai ragazzi di credere nelle opportunità che l’ateneo offre, nella consapevolezza di crescere in un ambiente sano dove vige una meticolosa organizzazione che tiene per mano i suoi iscritti, che li accompagna verso la laurea, facendoli sentire parte attiva di un circuito, di un progetto utile a guardare con fiducia a quel futuro di cui reggeranno il timone.

Un’università, la nostra lo ribadisco, che sulle necessità dei ragazzi, come fossero tele bianche, continua ad appuntare le mete da perseguire. Come sindaco e anche in qualità di presidente della Provincia di Campobasso, carica che ricopro da poco più di un anno, non posso che congratularmi anche per l’ottimo rapporto che l’ateneo ha instaurato, e poi coltivato, con il capoluogo e con il resto del Molise, ed ecco la seconda rete che ritengo importantissima. Una rete basata su un rapporto sinergico che ha contribuito, in modo massiccio, a far decollare l’Unimol e a migliorare Campobasso, a sdoganarci da un provincialismo dettato da una posizione geografica non proprio felice nonché dalla lontananza dalle sedi politiche ed economiche che contano. Seppur nel fisiologico ciclo di rinnovamento e nel naturale susseguirsi di nomi e di volti, gli studenti dell’Unimol hanno saputo ben integrarsi con il tessuto cittadino, hanno ripopolato quartieri, creato un’economia e un grande indotto che prima non c’erano.

Hanno reso più appetibile il nostro centro storico, rivitalizzato strade che fino a vent’anni fa erano quasi deserte. Non avendo vocazione turistica, che stiamo cercando di generare creando un solido sistema, Campobasso ci ha messo un po’ ad imparare a convivere con chi arriva da fuori, con chi porta e apporta novità fino a quando tale convivenza è diventata assolutamente naturale. Una città che negli anni si è sviluppata attorno all’Università e che ha compreso a fondo quanto importante sia questa risorsa e quanto prezioso sia il rapporto con essa che possiamo migliorare.

Miglioramento che passa attraverso un’azione amministrativa-politica forte, capace di guardare ad un più ampio ventaglio di servizi rivolti proprio agli studenti. Servizi che rientrano nella nostra programmazione comunale, che fanno parte di obiettivi condivisi, dei nostri traguardi da raggiungere, di quelli fissati nel nostro programma, ma anche di quelli che abbiamo individuato attraverso l’esperienza maturata nel corso di questo mandato grazie ad un costante e proficuo dialogo. Percorso durante il quale abbiamo apprezzato, ancor di più, tale sinergia che porta buoni risultati. E allora come sindaco di Campobasso, e come sostenitore di questo Ateneo, non posso che andare nella direzione di agevolare gli studenti, sia quelli in sede che quelli fuori sede.

Lo faremo trasformando le nostre idee in realtà, valorizzando le buone pratiche, accelerando la spesa, prestando attenzione alle politiche della mobilità per offrire servizi efficienti ed economicamente più vantaggiosi agli iscritti dell’Unimol e andando incontro così alle famiglie molte delle quali monoreddito. Ritoccheremo la convenzione con l’azienda che gestisce il trasporto urbano per limare i prezzi dei biglietti degli autobus e cercheremo anche di rivedere gli orari delle corse affinché siano più rispondenti alle esigenze degli studenti: sia di coloro che abitano vicino alle sedi universitarie sia di quelli che vivono nei quartieri più distanti. Per quanti invece arrivano dagli altri centri della regione andremo a potenziare il terminal degli autobus, punto di arrivo e di partenza per migliaia di studenti e di lavoratori che ogni giorno gravitano nel capoluogo. È un nostro dovere, nonché una nostra concreta intenzione, andare incontro alle necessità di chi, come gli universitari appunto, arricchisce la nostra bella città.

E offro sin da ora la mia, e quella dell’amministrazione che rappresento, disponibilità ad organizzare un tavolo di confronto. Anche noi come amministratori comunali vogliamo contribuire al buon nome di questo ateneo. Conosciamo il concreto valore della cultura e sappiamo che solo attraverso un’adeguata preparazione possiamo guardare con più positività all’Europa… ed ecco la terza rete. Europa come Unione di Stati dove, è il nostro auspicio, accanto alle manovre squisitamente economiche possano trovare spazio anche logiche meritocratiche che si fondano sulla cultura, sull’alta formazione universitaria che questa istituzione vanta. È anche questo un modo per costruire un’Europa nuova, un’Europa dove il saper fare sia importante quanto, o se non più, dell’avere un peso finanziario. Ci auguriamo che nel vecchio continente non ci siano corsie preferenziali, speriamo di veder nascere un nuovo orientamento che offra un’occasione in più, che consenta ai nostri ragazzi di competere con intelligenze che arrivano da ogni parte del mondo.

Quello che imparate in queste aule, cari studenti, nessuno potrà mai rubarvelo, sarete voi gli unici custodi del vostro scrigno del sapere. In tal modo un investimento fatto sulla cultura sarà davvero un investimento produttivo, che darà i suoi frutti, in un arco temporale necessario per costruire un’Italia e un’Europa su solidi pilastri che nessuna crisi potrà abbattere, che nessuna calamità naturale potrà far tremare. La recessione esiste, i segnali di ripresa sono timidi ma non possiamo più consentire a nessuno di abbinare la parola ‘giovani’ al termine ‘disoccupazione’, occorre cancellare questo stereotipo e lavorare sulla preparazione per formare nuove generazioni subito pronte ad affacciarsi sul mercato del lavoro. Mi piace invece che il termine ‘giovane’ vada accostato alla parola ‘opportunità’ e quella che offre l’Unimol è davvero una grande opportunità che voi ragazzi potete cogliere.

Una scommessa che ognuno di voi può fare su se stesso perché questi professori vi trasmetteranno il loro sapere, ma poi toccherà a voi metterlo in pratica, trasformarlo in un trampolino di lancio, in una carta da spendere bene affinché la valorizzazione del proprio talento non sia solo un modo di dire. Ecco perché, e lo dico con un pizzico d’orgoglio, voglio contribuire, come amministratore, alla vostra formazione, di cui sono entusiasta, e farò, anzi faremo insieme alla mia squadra, il possibile affinché ciò avvenga. Lo faccio per voi perché sono convinto che i giovani abbiano bisogno di incoraggiamento ma anche di concreto sostegno, di una parola di conforto come di una presa di responsabilità e di coraggio nel darvi una mano.

Questa si chiama passione, passione per il bene comune, passione per la buona riuscita di un idea progettuale che è nostra quanto vostra, un sentiero che ci accomuna e che ci avvicina. Sono convinto che il futuro che tutti auspichiamo e non lo dico io, ma lo diceva il sociologo polacco Bauman scomparso a inizio del 2017 si ottiene abbinando alla visione di un quadro d’insieme una giusta programmazione e un costante lavoro. Noi siamo pronti e nei vostri occhi leggo tutto l’entusiasmo per iniziare questa importante missione. È questo lo spirito giusto e sono sicuro che ce la faremo. Buon anno accademico a tutti e soprattutto buon anno a voi ragazzi a cui affidiamo le nostre aspettative, insieme potremo migliorare quest’Italia ma solo voi avrete la possibilità di cambiarla realmente”.