Case di riposo, cresce il bisogno di assistenza: i dati Istat

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Anziano

REGIONE – Con l’aumento del 12% degli anziani ospitati nelle case di riposo italiane cresce il bisogno di assistenza alle famiglie in una situazione in cui già ora 1/3 della popolazione più vecchia ha gravi difficoltà a prepararsi da mangiare, fare la spesa, prendere le medicine, pulire la casa, mentre più dell’11% ha problemi a prendersi cura di se stesso, dal fare il bagno o la doccia a sdraiarsi o sedersi sul letto fino a indossare abiti o svestirsi. E’ quanto emerge dall’analisi dell’Unione europea delle cooperative (Uecoop) in riferimento agli ultimi dati Istat sullo scenario demografico in Italia con 382.067 persone che abitano in istituti assistenziali, ospizi, istituti di cura e altre residenze collettive.

“Con un aumento di appena l’1,6% in otto anni il Molise è fra le ultime regioni d’Italia per la crescita del numero di nuovi nuclei familiari, con un trend che arranca a fronte di un progressivo invecchiamento della popolazione a livello nazionale con il rapporto di 3 anziani per ogni giovane entro il 2050, una situazione che – evidenzia Uecoop Molise – pone grandi sfide al sistema pubblico e privato del welfare da Nord a Sud della penisola sia nelle grandi città che nei piccoli centri. Per questo – continua Uecoop Molise – è necessario un grande piano di investimenti a lungo termine con il coinvolgimento diretto delle imprese cooperative per allargare il perimetro dell’assistenza con modalità nuove, sia nelle strutture che a domicilio, che tenga conto di un futuro di famiglie sempre più piccole e della necessità di garantire la qualità di una vita potenzialmente più lunga.

Lo scenario demografico – conclude Uecoop Molise – evidenzia i problemi che pesano sulle famiglie italiane per l’assistenza ai parenti più anziani sia a livello domiciliare che nelle strutture dedicate con un contributo fondamentale da parte delle 15mila cooperative socio assistenziali attive nel nostro Paese che seguono ogni giorno oltre 7 milioni di persone, rappresentando di fatto la spina dorsale del welfare italiano”.