Il 2022 di Ruggero Lacerenza: “Ecco chi vi consiglio per il calciomercato”

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TERMOLI – Il termolese Ruggero Lacerenza, 33 anni, è agente Fifa da quasi un decennio e collabora con la Usm, agenzia di alto livello in Francia, che ha gestito anche nazionali transalpini. Lo abbiamo incontrato per parlare dei suoi progetti attuali e futuri.

Come sarà il suo 2022? Quali sono i suoi obiettivi di lavoro?

“Gli obiettivi sono sempre molto specifici ogni anno. Per il 2022 mi auguro innanzitutto di implementare la mia formazione professionale e sicuramente di rafforzare partnership e rapporti lavorativi sia in Italia che in nazioni estere. Tutto questo può soltanto giovare al mio lavoro”.

Sta per riaprirsi il calciomercato. Ha dei giocatori che segue e che vuole consigliare?

“Certo. Attualmente ho diversi mandati importanti, parlo di atleti come Fabricio Bustos dell’Indipendente, Sebastian Cristoforo ex Girona, Victor Bobsin, nazionale under brasiliana e giocatore del Gremio, Florian Martin e Robson Kanu, svincolati, e infine il forte Duckens Nazon, punta haitiana che gioca nel Rouen in Ligue2 francese”.

Collabora anche con agenzie internazionali?

“Sì, collaboro con la Usm Group, una delle maggiori agenzie a livello internazionale, di nazionalità francese. Gestisce tanti giocatori sia in Ligue2 che in Ligue1, e in questi ultimi due anni sta cercando di puntare molto anche sui giovani talenti”.

Cosa ne pensa delle realtà locali? Quanto possono incidere sulla crescita di tutto il sistema calcio?

“Penso che le realtà locali possano essere il “motore” di un sistema molto più grande e articolato. Sono sicuramente la base di partenza per tutto e devo dire che, nonostante il periodo non facile, per quanto mi riguarda le realtà del posto stanno facendo davvero un ottimo lavoro, sia a livello organizzativo che a livello di risultati sul campo. Vedo dei progressi che fanno ben sperare”.

Giocava anche lei a calcio o ha sempre approcciato il mondo del pallone da “esterno”?

“Giocavo a livelli amatoriali. Ho sempre amato questo sport e lo amo tutt’ora, anche se attualmente mi diletto solo in tornei o partite di calcetto”.

Lei è una figura professionalmente internazionale: quali opportunità può offrire un centro come Termoli, che è comunque il suo quartier generale?

“Sicuramente ci vuole del tempo per creare e soprattutto mantenere dei legami concreti in un settore molto dinamico come quello del calcio. Il posto nel quale si vive, o dal quale si proviene, è relativamente importante: ha molta più importanza mettersi in gioco, avere passione ed essere organizzati. Tutto qui. Poi devo dire che in Molise, anche se è una regione piccola, ci sono realtà calcistiche interessanti, dai settori giovanili fino a società che militano nei dilettanti e nei professionisti. La mia è un’opinione quasi da esterno, poiché per assurdo ho molti più legami e contatti fuori regione. Questo è uno degli aspetti professionali che un po’ mi rammarica”.