MACTE, svelata la stagione 2026: arte, diritti ed ecologia

anime di cristallo
Silvia Mariotti, Anime di Cristallo, 2025. Veduta dell’installazione, IAC – Instituto Açoriano de Cultura

Il MACTE presenta il programma 2026: mostre, nuove produzioni e ricerche tra ecologia, diritti e immaginari contemporanei, con artiste e curatori internazionali

TERMOLI – Il MACTE – Museo di Arte Contemporanea di Termoli – presenta la stagione espositiva 2026, un programma che intreccia ricerca, nuove produzioni e riflessioni urgenti sul presente. Ecologia, diritti, memoria, immaginari politici e trasformazioni sociali diventano i temi guida di un anno che conferma il ruolo del museo come spazio di confronto e costruzione di pensiero critico.

Un avvio all’insegna della partecipazione

A inaugurare la stagione è l’ultimo mese di SCOLLAMENTI: La collezione in circolo, prorogata fino al 31 gennaio 2026. La mostra è accompagnata da un articolato public program che coinvolge pubblici diversi attraverso pratiche partecipative. Tra gli appuntamenti:

  • 10 gennaioIl labirinto aromatico, laboratorio sensoriale con l’illustratrice Laura Fanelli;
  • 17 gennaioScopri le storie dell’arte contemporanea, incontro con la curatrice Matilde Galletti dedicato alla lettura dei linguaggi artistici di oggi.

Zehra Doğan: testimonianza, resistenza, rinascita

Dal 20 febbraio al 16 maggio 2026, il MACTE ospita la personale di Zehra Doğan, Io, testimone, a cura di Francesca Guerisoli. Installazioni, bambole, video e arazzi ripercorrono l’esperienza di prigionia dell’artista curda, trasformata in un linguaggio visivo di denuncia e resistenza. La figura femminile, sospesa tra mito e infanzia, emerge come simbolo di forza e rigenerazione.

Nuove produzioni per la collezione permanente

Dal 5 giugno al 26 settembre 2026, il museo presenta le nuove opere di Silvia Mariotti e Ingrid Hora, realizzate grazie al sostegno dell’Italian Council (13ª edizione). Le due mostre, parallele, segnano l’ingresso delle artiste nella collezione permanente del MACTE.

  • Anime di Cristallo di Silvia Mariotti esplora le peculiarità geologiche e culturali delle Azzorre, dando vita a ecosistemi immaginari tra fotografia e scultura.
  • Cloud Catchers di Ingrid Hora, a cura di Emanuele Guidi, è un’installazione video a tre canali che intreccia riprese del Mediterraneo e flussi visivi digitali, riflettendo sul desiderio umano di controllare e preservare l’acqua.

Autunno 2026: Elisa Giardina Papa

Da ottobre 2026 a gennaio 2027, a un anno dalla vittoria del Premio Termoli, il MACTE dedica una personale a Elisa Giardina Papa. La sua ricerca indaga storie marginali, miti femminili e narrazioni dimenticate attraverso video installazioni e film sperimentali che mettono in discussione i costrutti sociali legati a genere, confini e progresso.

Un museo che legge il presente

Con la direzione di Caterina Riva, il MACTE conferma la propria vocazione: un’istituzione che intreccia produzione artistica, ricerca e valorizzazione della collezione, offrendo strumenti per interpretare le trasformazioni culturali, sociali e politiche del nostro tempo.