Ospedale Isernia, Castrataro: “Scelta scellerata chiudere Emodinamica”

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sindaco piero castataroISERNIA – “Isernia perde Emodinamica: una scelta scellerata che, se confermata, rappresenterebbe il colpo di grazia per il nostro territorio”. Così il sindaco di Isernia, Piero Castrataro, in seguito alla pubblicazione, sul sito della Regione Molise, del Programma Operativo 2022/2024.

“L’Emodinamica dell’ospedale di Isernia – sottolinea il sindaco – ha il più basso tasso di mortalità per ricoveri urgenti; ha volumi comparabili a quelli del San Timoteo di Termoli (Isernia) nonostante il servizio del Veneziale sia attualmente attivo solo 200 giorni all’anno contro un’apertura 7 giorni su 7 e h24 della struttura bassomolisana; nei giorni di inattività, i pazienti che giungono presso il nosocomio pentro vengono trasferiti a Campobasso (circa 100 ogni anno). Ciò significa che se fosse potenziata, quella di Isernia sarebbe l’Emodinamica pubblica con il più alto numero di procedure in regione”.

“In altre parole – aggiunge il sindaco – la sua chiusura comporterebbe gravi danni per la tutela del diritto alla salute dei pazienti dell’intera provincia di Isernia e non solo, una notevole riduzione della mobilità attiva, un ulteriore decremento dell’attrattiva dell’ospedale Veneziale. Il tutto senza un reale risparmio in termini di costi a carico del nostro Sistema Sanitario Regionale”.

Castrataro esprime forte delusione “per le istanze al commissario Donato Toma durante un Consiglio comunale straordinario”, poi rivolge un appello “a tutte le forze politiche, ai neoparlamentari, soprattutto a quelli non molisani eletti nella nostra regione: questo è il vero banco di prova, il momento giusto per trasformare le promesse elettorali in un impegno concreto in favore dei cittadini molisani che hanno riposto in loro la propria fiducia. L’obiettivo comune è quello di assicurare servizi sanitari efficienti e di qualità. Un obiettivo che non si raggiunge necessariamente attraverso tagli – conclude – che, tra l’altro, non migliorano i disastrati conti della sanità regionale, ma mediante un’oculata ed attenta organizzazione dei servizi stessi”.