Recovery Fund, criticità e opportunità nella videoconferenza della CGIL

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Riteniamo che in questo momento di straordinaria criticità si debba impostare un lavoro di programmazione per ridurre il divario territoriale nord-sud e rilanciare gli investimenti pubblici utilizzando il Recovery Fund e le altre risorse Europee

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REGIONE – Il tema del recovery fund e delle sue prospettive per il nostro territorio è stato al centro di una videoconferenza organizzata dalla CGIL Abruzzo Molise e che ha visto anche la partecipazione di Roberto Napoletano direttore del Quotidiano del Sud e di Micaela Fanelli capogruppo PD al consiglio regionale che in maniera operative hanno evidenziato le criticità e le opportunità esistenti sia a livello nazionale che a livello regionale sul tema. Si legge nella nota:

“Il Mezzogiorno d’Italia, già fragile sul fronte del tessuto imprenditoriale e dell’occupazione e con un forte divario nell’accesso ai servizi fondamentali, ha visto accrescere le sue fragilità in seguito alla crisi generata dalla pandemia in atto.

Infatti, sebbene fosse stato risparmiato in termini di contagi dalla prima ondata del Covid, è stato colpito profondamente sul piano economico (basti pensare alla perdita di circa 10 miliardi di euro stimata dallo Svimez nel suo ultimo rapporto) e poi, con la seconda ondata, anche sul piano della tenuta del sistema sanitario, già inadeguato in tempi ordinari e ora sotto una pressione insostenibile.

Tutto questo ci impone una riflessione sul modello organizzativo dello Stato, sulla necessità di rivedere il sistema delle competenze tra livelli istituzionali su alcuni temi di carattere costituzionale come ad esempio la sanità, la mobilità e l’istruzione che nei fatti hanno creato 20 differenti sistemi territoriali e diritti di cittadinanza.

Riteniamo che in questo momento di straordinaria criticità si debba impostare un lavoro di programmazione per ridurre il divario territoriale nord-sud e rilanciare gli investimenti pubblici utilizzando il Recovery Fund e le altre risorse Europee.

Non solo tutto ciò non sta avvenendo, ma le Regioni meridionali vanno in ordine sparso senza una vera programmazione di prospettiva, rischiando, in tal modo, di perdere l’ennesima occasione per spendere bene le risorse, realizzando opere e progetti utili alla crescita del Sud.

In assenza di una programmazione vera, la CGIL è fortemente preoccupata di come si avanzeranno progetti dai territori e come si riuscirà a dare esecutività agli stessi utilizzando e rendicontando le risorse entro 60 mesi.

Servono progetti esecutivi e non l’ennesimo elenco dei fabbisogni. Occorrono scelte strategiche di spessore in grado di riconnettere i territori e ridurre il divario.
Quello che si profila invece per il Molise, è un lungo elenco di opere e progetti, ben 67 per circa 3 miliardi di euro, che in alcuni casi non completeranno nemmeno la fase dello studio di fattibilità nei tempi imposti dal recovery fund.

Siamo convinti, oggi più di ieri, che manca una visione strategica capace di mettere a frutto le risorse importanti che sono già state assegnate e quelle che arriveranno non solo dal recovery fund, ma soprattutto dalla programmazione 21/27. Ad oggi, invece, non siamo stati capaci di spendere nemmeno tutte le risorse destinate a noi dall’attuale programmazione 14/20.

Il tema quindi, non è la mancanza di fondi, ma la capacità di spenderli bene nell’interesse dei molisani.

Il recovery fund va inquadrato correttamente, sono aiuti erogabili solo sulla base di progetti ritenuti validi, programmati e attuati nei tempi prestabiliti, rendicontati e monitorati costantemente.

Non siamo quindi nelle ataviche logiche di presentare l’elenco della spesa e attendere qualche elemosina, serve un cambio di passo politico culturale oltre che di metodo. I vincoli imposti dall’Europa sono molto seri e richiedono professionalità e lungimiranza.

Noi abbiamo bisogno di far correre il Molise, e nel complesso il Mezzogiorno, sui temi dell’alta velocità, delle infrastrutture, della ripresa produttiva, del turismo, dell’artigianato, della ricerca, della scuola e dell’Università, dell’economia green, della digitalizzazione.

Il lavoro lo stimoli e lo crei se ci sono le condizioni strutturali in questa regione, se si riesce a condividere un piano di azione complessivo coinvolgendo le istituzioni locali e il partenariato, definendo le priorità e utilizzando tutti i finanziamenti disponibili nelle varie forme, ripartendo dalle iniziative progettuali già presenti e utili al Molise.

Su questi temi continueremo a sollecitare e stimolare tutti i livelli istituzionali che hanno responsabilità di governo, augurandoci che si superi la logica miope e inconcludente dell’uomo solo al comando”.