Termoli, latte ecologico: riduzione della plastica e degli sprechi

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L’azienda casearia Del Giudice presenta il progetto per la produzione di latte a basso impatto ambientale

TERMOLI (CB) ‒ Riduzione del consumo della plastica di oltre il 30%, fotovoltaico, aumento della durata dei prodotti freschi e diminuzione degli sprechi alimentari. Questi sono gli ambiti sui quali agirà l’azienda Del Giudice di Termoli per ridurre l’impatto ambientale e produrre latte ecologico.

L’impresa lattiero-casearia, fondata nel 1898 da Nicola Del Giudice, da molti anni si impegna per coniugare tradizione familiare, innovazione e sostenibilità ambientale.

Il progetto è stato presentato nel corso di una conferenza stampa cui hanno partecipato, tra gli altri, il vicepresidente della Giunta regionale e assessore alle Attività Produttive Vincenzo Cotugno, il presidente di Confindustria Molise Vincenzo Longobardi, il docente dell’Unimol e dell’Università di Teramo Giampaolo Colavita, la presidente del Consiglio comunale di Termoli Manuela Vigilante.

Una delle innovazioni principali è costituita dall’utilizzo di appositi macchinari che elimineranno del tutto i cosiddetti “sfridi” di plastica, ovvero i residui di lavorazione. Nuovi film di sigillatura, completamente impermeabili all’ossigeno, consentiranno inoltre al prodotto di durare di più. E la catena del freddo sarà assicurata da un impianto ad energie rinnovabili che consta di 10mila metri quadrati di pannelli fotovoltaici. “Una piccola rivoluzione nel nome dell’etica e del rispetto per l’ambiente da parte di una realtà produttiva fondata nel 1898 e radicata nel territorio”, ha spiegato il responsabile produzione dell’azienda, Pierluigi Evangelista.

Giampaolo Colavita, docente di Medicina e Scienze della Salute, ha affermato che “allungare la vita di un alimento senza alterarne i valori nutrizionali significa riduzione essenziale dello spreco alimentare”. Sul fronte dell’impegno green messo in atto dall’azienda di Termoli, Colavita sottolinea che “l’attenzione all’ambiente significa responsabilità civile”.

A cura di Barbara Miladinovic