Termoli, replica di Chimisso al consigliere Di Michele

comune Termoli logo“Di Michele e la sua apologia della violenza”

TERMOLI – L’assessore alle politiche sociali al Comune di Termoli Maria Chimisso risponde agli attacchi da parte del consigliere Nick Di Michele.

“Ha tutto il sapore di un’apologia, o comunque di un inno alla violenza, la recente esternazione apparsa sui media locali, da parte del portavoce del Movimento 5 Stelle di Termoli, Nick Di Michele, che fa seguito all’episodio di aggressione di cui é stato vittima un dipendente comunale. La difesa da parte di Di Michele di una deplorevole vicenda e di una persona violenta che va contro la Legge, appare quanto mai fuori luogo dato che peraltro, il Movimento 5 Stelle dice di battersi proprio in difesa della legalità. È questo che il Movimento 5 Stelle vuole? La violazione della legalità e dei diritti altrui? Non ci sottraiamo neppure al caso specifico. Avremmo potuto restare silenti mediaticamente ma il caso, pretestuosamente adottato dal consigliere Di Michele, ci impone di fare chiarezza per ristabilire la verità nei confronti dei dipendenti comunali e di tutta la cittadinanza. Ricostruiamo la vicenda. All’assegnazione degli alloggi popolari si perviene dopo un lungo iter amministrativo, che parte dall’accoglimento delle domande, prosegue con l’accertamento dei requisiti e si esprime attraverso un prima graduatoria, provvisoria, cui segue, dopo l’ennesima verifica, la pubblicazione della graduatoria definitiva. Per contrastare l’abusivismo e le occupazioni da parte di chi non ha titolo, la Legge (legge regionale 4 agosto 1998, n.12 e successive modifiche e 7 luglio 2006 n.17 ) impone di escludere dalla graduatoria degli ammessi coloro che nei cinque anni precedenti abbiano occupato un alloggio popolare senza autorizzazione, (come nel bando art. 5 comma 1-bis del D.L. 28 marzo 2014, n. 14). Il signore difeso da Nick Di Michele, che non ha diritto agli alloggi popolari si è recato in Comune e ha aggredito prima verbalmente poi fisicamente un dipendente pubblico.

La famiglia della persona in questione é seguita da anni dai servizi sociali del Comune di Termoli. Nella scorsa estate, lo stesso, ha strappato dalla bacheca comunale gli elenchi con le graduatorie delle borse lavoro, perché non risultava assegnatario. La moglie però é risultata assegnataria di una borsa lavoro, ma dopo poco ha abbandonato. A Natale, proprio in considerazione del disagio e del particolare bisogno, ha ricevuto un contributo straordinario. Egli torna a bussare spesso alle porte dell’Assessorato alle Politiche Sociali, dove è stato sempre ricevuto, con il suo portato di aggressività e minacce personali, al limite della violenza fisica. Nulla giustifica il mancato rispetto della legge, a maggior ragione le battaglie basate sulla superficialità e sul populismo. Preferiamo pensare che il consigliere Di Michele parli a suo nome, perché ci rifiutiamo di credere che gli attivisti del Movimento 5 Stelle possano approvare azioni di chiara illegalità, consapevoli che l’amplificazione mediatica non può che fungere da esempio per altri che, emulando il mancato rispetto delle regole, pretenderanno di essere compresi e giustificati sulle pagine dei quotidiani e trattati come vittime, quando invece ci sono decine di cittadini silenziosi e rispettosi della Legge che combattono con dignità la loro battaglia quotidiana alla ricerca di lavoro e di alloggio. Sono questi dunque i valori sui cui si basa il Movimento 5 Stelle? O forse il Movimento è diventato il luogo ideale di chi è violento, di chi calpesta reiteratamente le regole e i diritti altrui, di chi non si confronta ma alza le mani ? Noi crediamo proprio di no, e crediamo che questo semmai è il solo comportamento di chi, pur di avere spazio sui giornali, si fa portavoce di qualsiasi protesta, seppure insensata e in difesa dell’illegalità. Sarà bene che in futuro il consigliere Di Michele si documenti un po’ di più sulle persone e sui fatti prima di gettarsi in battaglie dalle quali lui, e soprattutto il Movimento 5 Stelle, viene fuori moralmente ed eticamente sconfitto”.