Trivelle: Facciolla (Pd), “Il caro bollette non diventi un ricatto”

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CAMPOBASSO – “Adesso che l’Italia ha provato quanto sia appesa ad un filo in merito all’approvvigionamento energetico, anche perché negli anni passati si è fatto poco o nulla per incentivare la produzione di energie rinnovabili sul suolo italiano, il caro bollette sembra fungere da ricatto e l’urgenza di trovare soluzioni potrebbe allentare i controlli e farci rischiare trivellazioni selvagge”. Lo afferma il segretario regionale del Pd, Vittorino Facciolla (foto), a proposito del progetto per le trivellazioni al largo della costa molisana per la ricerca di idrocarburi e della crisi ucraina.

“Sembra che, nell’ambito di una strategia nazionale dell’energia – prosegue – il Governo sia in procinto di sbloccare i permessi alle trivellazioni, permessi che erano stati sospesi grazie alla battaglia di tanti amministratori come me, all’epoca, nel 2015, assessore regionale all’Ambiente, e dei rappresentanti istituzionali di Marche, Abruzzo, Puglia, Basilicata e Calabria”. Secondo Facciolla “basta fare due conti semplici per comprendere come, anche se riuscissimo a potenziare l’estrazione di gas nazionale non riusciremmo a far fronte al sempre maggiore fabbisogno energetico del nostro Paese”.

“Non ne abbiamo la capacità per quantità e qualità di risorse – evidenzia l’esponente del Pd – e non ci sono i tempi tecnici per il rilascio di nuove concessioni. Inoltre bisogna ricordare che l’aumento dell’estrazione andrebbe a favore delle grandi multinazionali, lo Stato infatti non è proprietario di ciò che si estrae quindi i benefici economici non ricadrebbero direttamente sugli italiani”.

Facciolla quindi conclude lanciando un appello alla mobilitazione: “La situazione sembra essere di fronte ad un vicolo cieco, ma in realtà non è del tutto così: le istituzioni, la politica, gli imprenditori possono ancora fare delle scelte, ma bisogna farle ora. Si può e si deve puntare alla semplificazione nelle autorizzazioni per le rinnovabili, al potenziamento degli strumenti per l’efficienza energetica, bisogna eliminare del tutto i sussidi che molte banche erogano sulle energie fossili che sono le più inquinanti e soprattutto c’è bisogno di un piano nazionale energetico in linea con gli obiettivi europei 2030”.