Una volontaria molisana e un’équipe sanitaria di Campobasso in missione all’ospedale Joseph Martin di Ngozi, in Burundi. Interventi chirurgici, sostegno alle comunità fragili e progetti per donne e bambini
ISERNIA – La solidarietà molisana torna a farsi sentire in Africa. In questi giorni, a Ngozi, in Burundi, è in corso una missione sanitaria che unisce competenze mediche, volontariato e un forte senso di comunità. A rappresentare l’associazione Amore Senza Frontiere c’è Edvige Campoli, volontaria isernina da anni impegnata in progetti dedicati alle popolazioni africane. Con lei un’équipe composta da tre medici chirurghi e tre infermiere, quasi tutti provenienti da Campobasso e dalla provincia, ad eccezione di un medico romano.
Il gruppo opera presso l’ospedale Joseph Martin, dove mette gratuitamente a disposizione professionalità e tempo per garantire assistenza sanitaria e interventi chirurgici. Le giornate scorrono con ritmi intensi: «I chirurghi operano continuamente per tutto il giorno, con una sola breve pausa», racconta Campoli dal Burundi. Parole che restituiscono la misura dell’impegno e della dedizione dei volontari.
Un elemento significativo della missione è la scelta del personale sanitario di sostenere personalmente le spese del viaggio, confermando il carattere autentico e disinteressato dell’iniziativa. L’azione di Amore Senza Frontiere si inserisce in un quadro più ampio di solidarietà molisana: da anni diverse associazioni del territorio portano avanti progetti sanitari, sociali ed educativi in vari Paesi africani.
L’associazione isernina è tra le realtà più attive: sostiene un orfanotrofio, accompagna ragazzi attraverso l’adozione a distanza e promuove iniziative rivolte alle donne, con progetti di microeconomia, attività agricole e allevamento di maiali, strumenti concreti per costruire autonomia e reddito.
A Ngozi, dietro ogni intervento chirurgico e ogni giornata di lavoro, ci sono storie e volti che testimoniano una solidarietà che non si limita alle parole, ma sceglie di partire, raggiungere chi ha bisogno e restare al suo fianco. Una presenza che conferma come anche una piccola regione come il Molise sappia guardare lontano e costruire ponti di umanità.









