Antonio Marchitelli su Campobasso, fiera e sviluppo locale

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marchitelliCAMPOBASSO – In relazione alla fiera (ma in realtà è un mercato), fin’ora mensilmente svolta nella zona industriale di Campobasso e che in questo fine anno l’Amministrazione comunale ha deciso di trasferire nel centro città, la Confcommercio Molise intende sottolineare come sia innanzitutto necessario riportare tali iniziative nella gestione dell’amministrazione comunale con affidamento tramite bando pubblico. Si legge di seguito nella nota:

“Solo un bando pubblico garantisce il rispetto assoluto delle norme igienico – sanitarie, della legalità e rappresenta un concreto e reale introito per le casse comunali.

Infatti, la normativa nazionale e regionale stabilisce con chiarezza la qualifica delle manifestazioni suddividendole tra mercati e fiere, in base all’occasionalità e alle caratteristiche merceologiche. Il decreto legislativo n. 114/1998 richiamato dall’art. 20 della Legge regionale 33/1999 e smi, all’art. 27 comma 1 lettere d) e e) stabilisce che per mercato si intende, “l’area pubblica o privata della quale il Comune abbia la disponibilità, composta da più posteggi, attrezzata o meno e destinata all’esercizio dell’attività per uno o più o tutti i giorni della settimana o del mese per l’offerta integrata di merci al dettaglio, la somministrazione di alimenti e bevande, l’erogazione di pubblici servizi; per fiera, la manifestazione caratterizzata dall’afflusso, nei giorni stabiliti sulle aree pubbliche o private delle quali il Comune abbia la disponibilità, di operatori autorizzati a esercitare il commercio su aree pubbliche, in occasione di particolari ricorrenze, eventi o festività.”

Manifestazioni ed eventi di commercio su aree pubbliche possono sicuramente rivitalizzare un settore ampiamente danneggiato dalla crisi economica e dall’espansione della grande e media distribuzione solo se effettivamente rappresentano un supporto utile alle imprese locali e al loro sviluppo economico. Occorre garantire la qualità dell’offerta merceologica ampliando sia la presenza di prodotti artigianali e manifatturieri sia quelli agroalimentari tipici delle produzioni locali. Assicurando una maggiore presenza di operatori del commercio al dettaglio provenienti dal territorio molisano.

La proposta della Confcommercio Molise è quella di promuovere eventi che possano rivitalizzazione il centro di Campobasso, rivitalizzazione che non passa certo portando il commercio ambulante proveniente da fuori regione a danno degli esercenti campobassani.

É fin da luglio che Confcommercio Molise sta sostenendo un confronto maturo e responsabile sul tema con l’Amministrazione comunale di Campobasso, promuovendo anche l’istituzione di un tavolo tematico, convinti che la valorizzazione della città e dell’area urbana passi necessariamente attraverso il confronto anche con le associazioni di categoria e con i professionisti del settore. Riteniamo importante, nella fattispecie, il coinvolgimento dell’Ordine degli Architetti, fondamentale per un nuovo modello di urbanistica capace di integrare terziario e ambiente urbano.

La valorizzazione di una città passa attraverso le nostre imprese che sono “luogo” dove il cambiamento diventa vita, in quanto presidio sociale fatto di luce e vetrine, sono “storico” che diventa turismo e “smart” che diventa servizio. Occorre realizzare piani di sviluppo locale capaci di valorizzare le peculiarità dei luoghi, sperimentando nuovi standard qualitativi.

In quest’ottica la Confcommercio Molise ha messo da subito a disposizione la propria esperienza, le proprie professionalità e i tanti progetti di sviluppo che possano dare alle attività economiche una visione di futuro. Solo per citare qualche esempio di progettualità: progetto per il riconoscimento dei negozi storici del centro, che ha lo scopo di tutelare quel patrimonio culturale, identitario e commerciale della città; costituzione in via sperimentale di un CIV (centri integrati di via), iniziative di temporary showroom (mostre d’arte o fotografia o artigianato artistico) per l’utilizzo temporaneo degli spazi commerciali inattivi; progetto di “vie del gusto” ossia spazi dedicati alle eccellenze enogastronomiche del territorio, quali menu condivisi, degustazioni, ecc.

Il punto è che solo se si ha il coraggio di aver una visione altra e alta rispetto al passato si potrà restituire un ruolo centrale al capoluogo di regione. Occorre favorire “una riscoperta della prossimità” che porti a nuovi modelli di acquisto legati alla valorizzazione dei prodotti tipici locali e all’attenzione alla storia dei luoghi e delle tradizioni. Al contempo è necessario che gli operatori economici prendano coscienza dell’importanza di “fare rete”, guardando a se stessi come parti fondamentali di un progetto più ampio che ha per obiettivo finale quello di rivitalizzare e rendere più attrattiva la propria città, per un nuovo modello di business.

Il tema del rilancio di un centro cittadino non può essere riconducibile esclusivamente all’individuazione delle azioni da porre in atto, ma anche alla questione di chi debba assumersi l’onere di occuparsene”.