Assemblea Confcoperative Molise oggi a Ferrazzano, il bilancio

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Il Cav. Domenico Calleo confermato al timone di Confcooperative Molise. Il presidente Gardini: “Realtà funzionale ed efficiente”. L‟Assemblea regionale del 25 febbraio ha votato per acclamazione

FERRAZZANO – Il Cavalier Domenico Calleo confermato per acclamazione al timone di Confcooperative Molise. Martedì 25 febbraio, al Teatro del Loto di Ferrazzano, l‟assemblea regionale ne ha decretato la rielezione. “La voglia e l‟impegno sono quelli del primo giorno – ha dichiarato il neo eletto presidente –. La promessa è quella di far di tutto per difendere la nostra autonomia regionale sforzandoci di essere degni della fiducia degli associati”.

Ospite d‟onore il presidente nazionale di Confcooperative, Maurizio Gardini, assieme al direttore generale Fabiola Di Loreto. Toccati molti punti decisivi e allo stesso delicati che riguardano l‟intero panorama nazionale: “Innanzitutto, faccio i complimenti a Domenico Calleo che conosco da anni per la sua competenza e a Carmela Colozza, il vero motore organizzativo. Ho trovato una realtà funzionale, sostenibile ed efficiente, e che ha voglia di fare. Non nascondo la mia emozione quando ho visitato la sede di Campobasso, inaugurata nove anni fa e ritrovata in ottimo stato di salute. A Roma non potrò che spendere parole positive per una bella realtà”.

“Il fatto di essere ospitati in questa magnifica struttura acquistata da una cooperativa – prosegue Gardini – è un ottimo segnale. Significa che quando ci si rimbocca le maniche ce la possiamo fare. Questa è per noi una stagione assembleare importante, per un‟opera di rilancio e di dialogo dopo il centenario festeggiato nel 2019. Siamo stati legittimati come Confcooperative nazionale da Papa Francesco, dal presidente della Repubblica Mattarella. Insomma, sentiamo il peso delle responsabilità e questo ci inorgoglisce. Ecco perché non rinunceremo mai a difendere le nostre cooperative, noi perseguiamo la mutualità, ovvero l‟interesse della comunità non del singolo”.

Il presidente Domenico Calleo ha altresì sottolineato il processo di trasformazione vissuto da Confcooperative Molise nell‟arco di un decennio: “É la nostra undicesima assemblea, tante cose sono successe dal 2008, anno della mia prima elezione. L‟Unione è cambiata, abbiamo circa 150 imprese associate, il nostro deve essere un confronto che guardi al futuro. Non possiamo fate a meno di esporre le nostre preoccupazioni, però, per l‟immobilismo della politica, manca la visione d‟insieme, si va avanti per emergenze. E questo è grave perché gli ultimi dati di abbandono delle aree interne sono eloquenti: la carenza strategica è altrettanto evidente. Di fronte al silenzio assordante della politica, però, noi non dobbiamo essere passivi”.

Proposte più che proteste: “Non è facile la sfida, ma per raccogliere bisogna seminare e noi stiamo provando a farlo – continua il Cav. Calleo –. Bisogna concentrarsi sulle idee prima che sulle persone, la vera rivoluzione avverrà quando non ci si sentirà più domandare: quale può essere il bando migliore per me? Ma piuttosto, l‟impresa la si costruirà grazie a competenze e idee da sviluppare sul proprio territorio. Quindi, localizzare, non delocalizzare. Il nostro Centro Servizi, diretto da Carmela Colozza che si avvale di un ottimo staff fa un lavoro prezioso in tal senso, è un orgoglio per noi dare assistenza a 360 gradi alle imprese cooperative. Oramai siamo un preciso punto di riferimento”.

Presenti gli assessori regionali all‟agricoltura, Nicola Cavaliere, e al lavoro, Luigi Mazzuto. Oltre al sindaco di Ferrazzano che ha fatto gli onori di casa. Ma soprattutto sono state raccontate storie bellissime, tutte provenienti da cooperative associate. La C.A.S.I., per esempio, impresa sociale nata 35 anni fa che dall‟inizio si è posta l‟obiettivo di sostenere anziani, diversamente abili, minori in difficoltà.

“Ero molto giovane e sono rimasta l‟unica socia fondatrice – dice Masina Sbriglia, amministratore delegato della cooperativa –. Siamo partiti come volontari per poi trasformarci in assistenza domiciliare. Nel 1990 entrò nella squadra anche Domenico Calleo, poi presidente della Casi dal 1997 al 2017: un marito e padre esemplare prima che professionista serio”.

A seguire, l‟esperienza portata dal Gruppo Apistico Paritetico/Volape attraverso l‟apiario di comunità di Castel del Giudice. “Il nostro è un modello che non ha l‟ambizione di risolvere il problema dello spopolamento, vuole però favorire la riflessione sul fatto che in montagna, il piccolo è ancora bello – spiega l‟amministratore delegato del gruppo Volape, Riccardo Terriaca –. Chiaramente, a patto che abbia la capacità di creare rete e sistema. Siamo riusciti a mettere insieme Comune, Legambiente e imprenditori cooperativi e ad avere il supporto del Banca di Credito Cooperativo di Roma: questa è la prova che le Banche del territorio, come le Banche di Credito Cooperativo sono elemento vitale per le aree interne, da difendere nella loro mission senza se e senza ma”.

Questi i numeri dell‟apiario di comunità: “Trenta impianti produttivi tutti al di sopra dei 500 metri di altitudine, sull‟Appennino molisano-abruzzese, in aree non più presidiate da nessuno. Siamo 38 persone che investono in proprio e che sono convinte di potercela fare”.

Poi l‟esempio della cooperativa sociale Hayet, di Salvatore dell‟Oglio e Fabrizio Russo: “La nostra è una realtà nata nel 2018 a Bojano grazie a Luciano Malatesta che ci ha dato in comodato d‟uso i suoi terreni. Entrambi veniamo dall‟esperienza dei centri di accoglienza e abbiamo avuto l‟idea di creare una sorta di interscambio tra le esperienze delle persone del posto e quelle dei migranti. Così abbiamo pensato all‟agricoltura sociale, non intensiva. Abbiamo una fattoria a Bojano dove cerchiamo di rivalorizzare il territorio ripartendo da risorse locali. L‟immigrazione è un‟opportunità: dall‟incontro nascono cose buone”.

Infine, l‟altrettanto interessante esempio della Pescatore Molisani, società cooperativa presieduta da Domenico Guidotti: “Dieci anni fa ci mettemmo insieme in quattro, oggi raccogliamo la piccola pesca di Termoli, Petacciato, Montenero di Bisaccia e Campomarino e l‟armatrice è la stessa cooperativa nella quale poi sono entrate anche le Isole Tremiti e alcuni centri abruzzesi. Presto metteremo su dei posti dedicati alla vendita del pesce a chilometro zero e da mesi tutti i nostri pescatori raccolgono la plastica che poi verrà giustamente smaltita”.

Un panorama variegato e oseremmo dire colorato con più sfumature, tutte legate a doppio filo con la cooperazione. Premiate nel corso della mattinata la Banca di Credito Cooperativo di Gambatesa, che ha tagliato il traguardo dei 110 anni di attività, rappresentata dal presidente Domenico Preziosi, la Cantina Valtappino (che ha spento 50 candeline) di Emilio Venditti e il C.u.s. (Consorzio di utilità sociale) di Domenico Mucci di Gambatesa che gestisce sei strutture tra Molise e Puglia ed è stato premiato come migliore media impresa molisana.

Per finire, gli adempimenti dell‟assemblea presieduta dal presidente della Lai, Nino Santoro: “Il candidato unico, Domenico Calleo, è stato rieletto presidente di Confcooperative Molise per acclamazione assieme alla lista che lo appoggiava, formata da Carmen Vaccaro, Carmela Colozza, Giovanni Visco, Emilio Venditti, Liberato Russo, Mariacarmela Santoianni e Stefano Sabelli. I delegati all‟assemblea nazionale saranno Domenico Calleo (effettivo) e Domenico Guidotti (supplente)”.

Il toccante e applauditissimo recital „Le vie del Budda‟ di Stefano Sabelli con Giuseppe Spedino Moffa alla chitarra ha chiuso i lavori dell‟undicesima assemblea regionale di Confcooperative Molise.