Covid 19, aspetto sociale in Molise: le riflessioni di D’Ambrosio

36

donato d'ambrosio

REGIONE – L’emergenza Covid 19 non è solo sanitaria ed economica. C’è anche l’aspetto sociale che troppo spesso viene sottovalutato. Ne è convinto il coordinatore provinciale di Campobasso di Italia Viva, Donato D’Ambrosio, il quale pone l’accento sulla difficile situazione che vivono i familiari caregiver dei disabili e in particolar modo di quelli con autismo. Rimanere a casa e rispettare le normative anticontagio per loro è molto più difficile che per tutti gli altri.

“Per questo motivo – ha dichiarato D’Ambrosio – insieme alla parlamentare Giuseppina Occhionero e agli altri coordinatori provinciali- abbiamo inviato una nota al presidente della Regione Donato Toma, all’assessore regionale alle politiche sociali Luigi Mazzuto e all’intero consiglio regionale affinchè anche in Molise vengano messe in pratica tutte le misure necessarie per una vita sostenibile per i disabili e per le famiglie che vivono il loro dramma per 24 ore al giorno. Soprattutto ora che i centri diurni sono chiusi e l’assistenza domiciliare non è garantita ovunque”.

In particolare è stato chiesto:

  1. Attuazione immediata in tutto il territorio della Regione Molise degli art. 47 e 48 del Decreto Legge n. 18 del 17 marzo 2020. In particolare attivazione di interventi non differibili in favore delle persone con disabilità ad alta necessità di sostegno sanitario, laddove la tipologia delle prestazioni e l’organizzazione delle strutture presenti sul territorio consenta il rispetto delle previste misure di contenimento. Tale azione è stata indicata anche dall’art. 9 del Decreto Legge n. 14 del 9 marzo 2020.
  2. Su tutto il territorio molisano, durante la sospensione dei servizi educativi e scolastici e durante la sospensione delle attività sociosanitarie e socioassistenziali nei centri diurni per anziani e per persone con disabilità, le pubbliche amministrazioni devono fornire, avvalendosi del personale disponibile, già impiegato in tali servizi, dipendente da soggetti privati che operano in convenzione, concessione o appalto, prestazioni in forme individuali domiciliari o a distanza o resi nel rispetto delle direttive sanitarie negli stessi luoghi ove si svolgono normalmente i servizi senza ricreare aggregazione. Tali servizi si possono svolgere secondo priorità individuate dall’amministrazione competente, tramite co-progettazioni con gli enti gestori, impiegando i medesimi operatori ed i fondi ordinari destinati a tale finalità, alle stesse condizioni assicurative sinora previsti, anche in deroga a eventuali clausole contrattuali, convenzionali, concessorie, adottando specifici protocolli che definiscano tutte le misure necessarie per assicurare la massima tutela della salute di operatori ed utenti.
  3. In tutto il territorio della Regione deve essere garantita la libertà di uscire da casa, nell’uso dell’auto e nella frequentazione di luoghi isolati dove poter gestire senza conseguenze comportamenti problematici e lo stress accumulato dai figli autistici (vedi nota dell’unità di crisi della Regione Campania). Rispettando sempre le norme previste per la limitazione della diffusione del virus.
  4. L’adozione da parte delle famiglie molisane di un Pass che segnali immediatamente alle forze dell’ordine la presenza di un soggetto autistico allo scopo di evitare lungaggini nell’identificazione che potrebbero innescare comportamenti problematici importanti.
  5. Disciplina di modalitá di ricovero e di corsie preferenziali di accesso alle strutture sanitarie regionali dei soggetti disabili, in particolare dei soggetti autistici con possibilitá di permanenza di un familiare (con dovute precauzioni anticontagio) durante il ricovero e adibire padiglioni provvisori con personale medico specializzato per le emergenze.
  6. Adozione, su tutto il territorio regionale, di un piano di emergenza per il soccorso dei soggetti autistici fornendo vademecum informativo al personale sanitario e forze dell’ordine
  7. Possibilità di istituire un percorso con le famiglie seguito da psicologi (possibilmente i referenti che già conoscono il bambino/ adulto autistico), che in videochiamata o via skype daranno suggerimenti ai genitori sulla gestione delle attività quotidiane e gestione delle eventuali problematiche comportamentali.