Ipoacusia, Senior Italia FederAnziani lancia campagna di comunicazione

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Secondo l’associazione è urgente fare il punto su sistema ausili e ripensare la normativa sui nuovi Lea che impatta negativamente sulla qualità di vita dei pazienti

ROMA – Conoscere l’ipoacusia ma anche mettere in evidenza le criticità dell’attuale sistema di gestione degli ausili per ipoacusici. Questo l’obiettivo della campagna di comunicazione lanciata da Senior Italia FederAnziani su una patologia che interessa in Italia oltre 7 milioni di persone, pari al 12% della popolazione. Una su tre delle persone con problemi di udito ha più di 65 anni e una su due ha più di 80 anni.

L’udito per gli anziani ha un ruolo fondamentale per sentirsi parte attiva della società e non rimanere isolati (non è un caso, infatti, se il 98% dei portatori di protesi acustiche dichiara migliorata la propria qualità di vita), ma la nuova normativa sui ‘Lea’ (Livelli Essenziali di Assistenza) in vigore dal 2017 sta compromettendo la qualità delle prestazioni sanitarie perché obbliga il fornitore a seguire il criterio della gara per la fornitura di apparecchi acustici. Insomma, l’elemento imprescindibile diventa il bando di gara, non la qualità del servizio. E le due cose non possono stare insieme. Per il semplice motivo che un obbligo di gara e massima qualità non possono coesistere. Oltretutto in Italia c’era un sistema di assoluta eccellenza, che viene tutt’ora applicato dalle Regioni che, nel caso degli apparecchi acustici, non hanno, per fortuna, ancora messo in essere la nuova normativa.

Di tutto questo si parla nelle puntate speciali di approfondimento di Senior News, il TG quotidiano di Senior Italia FederAnziani, in cui attraverso la parola di esperti e pazienti si ricostruisce la situazione italiana dal punto di vista del diritto alla salute delle persone ipoacusiche.

«Parliamo di un caso unico, un DPCM che viene pubblicato ma non viene in sostanza applicato, e direi per fortuna, perché il sistema sanitario italiano prima di questo regolamento garantiva un altissimo livello di servizio sanitario agli aventi diritto che, attraverso questo sistema “audioprotesi Italia” sono sul tetto dell’Europa in termini di soddisfazione degli utenti. Questo sistema consente di risolvere il problema dell’udito con un percorso audiologico appropiato che lascia al paziente la libertà di scegliere il proprio professionista sanitario di fiducia. Le Regioni stanno mantenendo il vecchio regolamento e questo a favore dei tanti cittadini che hanno bisogno della protesizzazione acustica personalizzata» ha dichiarato Mauro Menzietti, Presidente ANA, Associazione Nazionale Audioprotesisti.

«Da una parte incoraggiamo le persone a scoprire il problema e a risolverlo, dall’altro il DPCM che introduce i nuovi Lea limita l’assistenza perché limita il rapporto speciale con l’audioprotesista, necessario invece per trovare una soluzione su misura. Il DPCM elimina questo passaggio perché sposta gli ausili audioprotesici fuori dall’elenco in cui vengono concesse personalizzazioni» ha dichiarato Valentina Faricelli, Presidente di Udito Italia Onlus.

«Pensiamo sia giunto il momento di fare definitivamente chiarezza sul sistema di gestione dell’ipoacusia. Occorre chiaramente ripensare il DCPM sui nuovi Lea che impatta negativamente sulla qualità di vita dei pazienti. Nel frattempo il nostro lavoro come associazione di persone anziane, che sono quelle principalmente interessate da problemi di udito, è quello di continuare a fare informazione. Per questo la nostra campagna di comunicazione sull’ipoacusia procede e al tempo stesso rinnoviamo la nostra richiesta alle istituzioni di fornirci aggiornamenti riguardo il futuro assetto del sistema di gestione delle audioprotesi alla luce dei dubbi formulati da pazienti e tecnici del settore» ha dichiarato Roberto Messina, Presidente Senior Italia FederAnziani.