
Successo per l’evento del 28 dicembre a Montenero di Bisaccia: oltre 15 cantine, un convegno di alto livello e una festa che unisce vino, identità e territorio
MONTENERO DI BISACCIA – A Montenero di Bisaccia il vino torna a essere protagonista assoluto delle festività natalizie, intrecciandosi con la tradizione del presepe vivente che, tra grotte e calanchi, offre uno scenario unico nel suo genere. Il 28 dicembre 2025 la villa comunale si è trasformata in un grande spazio di incontro, musica e convivialità, animato da oltre quindici cantine coordinate dalla Cooperativa Vitivinicola San Zenone. Un percorso enologico che ha messo in luce la forza della rete, parola chiave per un territorio che continua a confrontarsi con realtà più strutturate senza rinunciare alla propria identità.
La giornata si è aperta con un convegno di altissimo livello, promosso dalla Cooperativa Sociale Montenerese, da ConfCooperative Molise, dal Comune e dalla Regione Molise. Sul palco sono intervenuti l’assessore regionale Salvatore Micone, Nicola Caputo – consigliere del Ministro per l’export e già europarlamentare –, il professor Sebastiano Delfine dell’Università del Molise, il giornalista Rai Paolo Notari e l’enologo Vincenzo Mercurio, premiato come Miglior Enologo d’Italia 2025. Un confronto ricco di spunti su territorialità, marketing consapevole e prospettive della viticoltura molisana.
I saluti istituzionali del sindaco Simona Contucci e degli assessori Loredana Dragani e Nicola Marraffino hanno ribadito l’importanza di investire sulla cultura del vino come leva di sviluppo. Tra le proposte emerse, anche l’idea di un premio giornalistico dedicato al racconto del rapporto tra vino e territorio. Emozionante l’intervento di Adamantonio Flocco, presidente della Cantina San Zenone, che ha sottolineato il valore sociale della cooperazione.
La serata è proseguita con musica dal vivo grazie al sax di Suanay Rivero Torres e con le conclusioni affidate ai rappresentanti di Coldiretti e Confcooperative Molise, che hanno tracciato le basi per un 2026 ancora più partecipato. Montenero ha così celebrato il vino come espressione autentica di comunità, cultura e appartenenza, lasciando ai presenti il sapore di un’esperienza capace di trasformarsi in emozione condivisa.









