Riapertura sportelli delle Aree di Crisi, l’appello di Longobardi

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vincenzo longobardiREGIONE – “Abbiamo avuto notizia che cinque aree di crisi industriale, a partire dalle ore 12 del prossimo 14 luglio, riapriranno gli sportelli online – ha dichiarato il Presidente di Confindustria Molise Vincenzo Longobardi. Si tratta di iniziative insistenti nei territori del Friuli Venezia Giulia, delle Marche, di Venezia, di Livorno e Massa-Carrara che avranno la possibilità di utilizzare circa 27 milioni di euro assegnati dal Ministero dello sviluppo economico per proseguire le attività inserite nelle iniziative già intraprese.

Un provvedimento che potrebbe riguardare anche la Regione Molise che avrebbe dovuto già predisporre la documentazione necessaria ad ottenere un provvedimento simile.

Si tratterebbe di ulteriori risorse assegnate alla nostra Regione che – ha continuato Longobardi – in un momento di difficoltà come quello che stiamo attraversando potrebbero contribuire a generare una qualche nuova attività produttiva, se adeguatamente utilizzate.
L’interesse a ottenere un risultato del genere in tempi estremamente solleciti è alto!

In questo auspicabile scenario si presenta l’opportunità di riattivare quella collaborazione tra politica e partenariato che rappresentò la chiave del successo per il riconoscimento dell’Area di Crisi Complessa del Molise.

Il valore della collaborazione tra parte politica, associazioni datoriali e organizzazioni dei lavoratori più rappresentative sul piano nazionale ha già consentito in passato di ottenere risultati positivi a vantaggio dell’intero territorio regionale e mai come in questo momento è indispensabile che le migliori risorse del territorio siano chiamate a contribuire alla soluzione di una situazione che, dichiararla di emergenza, sarebbe un eufemismo. Auspichiamo che la Regione faccia finalmente suo questo modus operandi.

Come abbiamo sostenuto più volte – ha concluso il Presidente di Confindustria Molise – è l’unico modo, questo, per ottenere risultati strategici importanti per un territorio politicamente marginale e sempre più in difficoltà”.