Covid-19, il cardinale Giuseppe Petrocchi: “Arrivino subito i vaccini”

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petrocchi, pallotta e tracanna

Petrocchi (presidente Ceam): “Occorre uscire dal proprio perimetro per incontrare veramente l’altro. Siamo di fronte a un evento paragonabile a un terremoto”

L’AQUILA – Questa mattina il card. Giuseppe Petrocchi, arcivescovo di L’Aquila e presidente della Conferenza episcopale abruzzese-molisana, ha incontrato i giornalisti in occasione della festa del loro patrono, san Francesco di Sales, che si è celebrata domenica 24 gennaio. Ha partecipato all’incontro Stefano Pallotta, presidente dell’Ordine dei giornalisti d’Abruzzo.

L’incontro che si è tenuto a L’Aquila, nell’Aula Magna dell’Istituto superiore di Scienze Religiose “Fides et Ratio” si è svolto sul tema proposto da Papa Francesco per la prossima Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali “Vieni e vedi”. Comunicare incontrando le persone come e dove sono”.

“L’importanza di uscire da sé per incontrare l’altro – ha detto il porporato – è una sollecitazione che investe qualsiasi persona abbia a cuore la capacità di mettersi in relazione con l’altro nella verità e nell’autenticità. Chiunque stabilisce un contatto con l’altro, se vuole che diventi incontro, deve uscire dal perimetro di sé, per lasciare spazio all’altro e far in modo che egli si manifesti per quello che è, per come è. Questo movimento dell’ “andare verso” non è solo ‘spaziale’ ma innanzitutto è un dinamismo d’anima. Quindi raggiungere l’altro significa creare dentro di sé quelle dimensioni di accoglienza che permettono all’altro di trovare ospitalità e dunque di poter essere compreso – nel senso etimologico del termine – ovvero di trovare spazio all’interno del proprio cuore e della propria mente. A me sembra che sia necessario “monitorare” noi stessi quando ci troviamo di fronte ad un “tu” che non è un estraneo ma è “altro” da me. Se l’altro, infatti, oltre che diverso, lo considero estraneo, cade già in partenza oltre il confine della mia capacità di relazionarmi.

Il Papa nel suo Messaggio per la prossima Giornata mondiale delle Comunicazioni Sociali afferma: “Per poter raccontare la verità della vita che si fa storia è necessario uscire dalla comoda presunzione del “già saputo” e mettersi in movimento, andare a vedere, stare con le persone, ascoltarle, raccogliere le suggestioni della realtà, che sempre ci sorprenderà in qualche suo aspetto”. Questa affermazione del pontefice – ha detto il cardinale Petrocchi – è molto importante perché occorre attenzione affinché l’altro non sia considerato un “marginale”, uno che non interessa ma al contrario è necessario fare in modo che l’altro sia “uno che conta per me” perché persona e ha diritto di essere al centro di un’attenzione vigile e autentica”.

A proposito della pandemia il cardinale Petrocchi ha affermato che “per uscire da questa calamità sanitaria non bastano misure di tipo solo farmacologico che sono importantissime come i vaccini. L’evento pandemico ha dimensioni che non sono solo cliniche. Basti pensare ai risvolti di tipo relazionale, sociale, economico, culturale. L’esperienza pandemica ha caratteri che, in parte, posso essere considerati analoghi a un sisma. E un terremoto – lo si sa benissimo – non si manifesta solo nelle mura squarciate, nei danni che la furia della natura imprime sul volto delle architetture, o nelle persone che perdono la vita. Un sisma attiva dei dinamismi di “rottura interiore” che vanno attentamente considerati. Così anche per la pandemia. La risposta a un evento così graffiante deve essere certamente di tipo medico-farmacologico (i vaccini arrivino presto e arrivino a tutti) ma anche di tipo culturale. Siamo tutti chiamati a fare un passo in avanti per guadagnare una sensibilità più attenta ai valori comune, più capace di spendersi per gli interessi generali”.