Il futuro del turismo, la nota di Fisascat Cisl Abruzzo – Molise

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stefano murazzo fisascat

Murazzo: “Stiamo attraversano una crisi economico-occupazionale superiore a quella che abbiamo vissuto nell’immediato dopoguerra”

REGIONE – “L’emergenza sanitaria è diventata, o lo diventerà molto presto, emergenza economica e occupazionale. Abbiamo un appuntamento con la storia e non possiamo assolutamente permetterci di sbagliare. Stiamo attraversano una crisi economico-occupazionale superiore a quella che abbiamo vissuto nell’immediato dopoguerra. I momenti di crisi rivelano le competenze e le leadership collettive e l’impatto della pandemia sul turismo è la più grave crisi della nostra storia. Non possiamo sbagliare perché il futuro della nostra industria dell’ospitalità si deve scrivere in questi giorni.

Come Fisascat Cisl Abruzzo Molise riteniamo che vi è un bisogno nell’ immediato di una programmazione semplice ma allo stesso tempo strutturata, fatta di poche cose ma puntuali, concrete e realistiche, con il timing giusto e con la lucidità necessaria per intervenire nei punti appropriati, con mente aperta e con cognizione di causa. Niente vestiti per tutte le stagioni, niente ritorni al già detto o già visto, ma comprensione della situazione inedita e focus sul che fare qui e ora. Una programmazione che vada oltre la fase emergenziale ma che guardi a un periodo di medio e lungo termine.

Soltanto nell’indotto alberghiero in Italia il fatturato complessivo si aggira intorno ai 20 miliardi di euro all’anno. Tenendo conto dei tassi d’occupazione mensili, e della situazione clienti-zero di alcuni mesi, e pronosticando una ripresa lenta in estate e autunno si arriva alla conclusione che la perdita netta del settore in Molise potrà arrivare al 60 per cento del fatturato, considerando l’intero 2020.

Un salasso che non danneggia solo il settore in questione, ma anche tutto l’indotto del commercio dei servizi e della filiera agroalimentare che insieme al nostro patrimonio ambientale e artistico-culturale è considerata la punta di diamante della nostra piccola Regione. Ad oggi la percezione è che il ritorno alla situazione con un fatturato pari a quello pre-pandemia si avrà molti mesi dopo il picco di contagi, presumibilmente a 2021 inoltrato.

Stiamo parlando della caduta della domanda, che dipende principalmente da due fattori: i vincoli normativi e l’aspetto psicologico. La prima dipende direttamente (o quasi) dall’andamento della curva epidemica, per cui è inutile qualunque iniziativa sulla domanda, fintanto che i movimenti delle persone non saranno liberi; i trasporti aerei non riprendano e così via; il secondo fattore è più sottile e potente, perché il consumo di vacanze non è un consumo obbligato, per cui se la gente non si sente serena, protetta e tutelata non parte. Questa base psicologia probabilmente durerà più a lungo del lockdown e delle fasi a seguire.

Da ciò ne derivano due problemi che bisogna affrontare nell’immediato e con urgenza: salvare le aziende e i posti di lavoro e incentivare la domanda rendendo il Molise appetibile al turista. Per le aziende saranno necessarie misure che permettano loro di riprendere l’attività, incentivi per la messa in sicurezza delle strutture, di liquidità e snellimento e velocità della burocrazia.

Quando si parla di turismo si pensa che si innesca un pilota automatico, della promozione, della comunicazione, insomma della domanda e mai dell’offerta, perché si fa coincidere l’offerta con le nostre spiagge, le nostre montagne, il patrimonio storico-artistico, i nostri paesaggi, ma queste, in economia, sono le risorse, non il prodotto. Quello che si vende è il prodotto, cioè il modo come quelle risorse sono combinate tra loro in una maniera economicamente attraente. Bisogna costruire un’offerta cucita su misura che vada incontro alle esigenze della potenziale platea a cui ci si rivolge.

Bisogna lavorare sull’offerta e quindi anche sulle strutture ricettive che dovranno garantire una proposta alla clientela all’altezza di soddisfare le loro aspettative ed esigenze ma che sia in grado di garantirne anche la loro sicurezza facendo in modo che possano godersi il loro soggiorno in totale serenità.

Lavoratori e lavoratrici dovranno essere messi in grado di espletare le proprie attività lavorative in totale sicurezza, e la loro presenza dovrà essere fonte di tranquillità per gli ospiti.

Aumenterà la cadenza delle pulizie; la domotica e la digitalizzazione permetteranno in tempo reale di controllare entrate/uscite dalle strutture; l’igiene degli ambienti avrà un ruolo ancora più centrale, per cui ci sarà bisogno di ristrutturare e ammodernare gli impianti.

Questo lavoro richiede costi, investimenti e cambiamenti. Se tutto ciò verrà realizzato ci ripresenteremo migliori di come ci siamo lasciati e sarà un vantaggio competitivo di non poco conto.

E nel mondo a venire il Molise ha nuove chances: nuove rispetto al passato, senza perdere quelle già note, cambiando quelle che possono essere i “limiti” del nostro sistema di ospitalità.

È incredibile come un virus abbia messo in ginocchio, in così poco tempo, un sistema ospitale fra i più solidi al mondo, ma è ancora più sorprendente pensare che, con la strategia giusta, possiamo diventare un sistema ospitale incredibilmente più forte.

Questa deve essere l’occasione per creare un sistema turistico permanente e destagionalizzato, che garantirebbe livelli occupazionali elevati oltre ad un trend economico nuovo e ricco, facendo sinergia con le regioni confinanti attraverso convenzioni collegamenti ed eventi legandoci ad un filo diretto con la nostra enogastronomia, la più qualitativa al mondo.

La Fisascat Cisl Abruzzo Molise è pronta a dare il suo contributo per trovare insieme a tutti gli attori coinvolti le soluzioni più idonee affinché si possa stringere insieme quel patto per il turismo che riesca a rendere protagonista della ripresa della nostra Regione un settore che per troppo tempo è stato poco tenuto in considerazione e che per troppo tempo è stato visto come una “Cenerentola””. Lo riferisce in una nota Stefano Murazzo Fisascat – Cisl Federazione Interregionale Abruzzo – Molise.